Mamma, tu credi a Babbo Natale?

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Credere a Babbo Natale non è una questione di età, ma di magia e il regalo più bello che possiamo fare ai bambini è continuare a crederci. Così …

“Mamma, tu credi a Babbo Natale
Si, ci credo.
E spero che non smetterò mai di crederci.

La fatidica domanda, è arrivata.
Quella dietro cui ci sono le rivelazioni bisbigliate nell’orecchio dai compagni “che sanno”.
Quella che fa crollare la magia, quella dei bambini ma anche la nostra.
Quella che non va presa alla leggera e a cui non si può rispondere in modo evasivo.

Io ho risposto così e certo, con il tempo l’idea che questo ormone grande e grosso parcheggi la sua slitta sul tetto per venire a consegnare doni sbiadirà, ma non per questo dobbiamo smettere di crederci.

Credere a Babbo Natale, come affrontare la questione?

Se vi capita, fatevi una cioccolata calda, sedetevi vicini e spiegate ai bambini che Babbo Natale esiste per insegnarci ad essere un po’ come lui.
Babbo Natale siamo un po’ tutti noi, che man mano che diventiamo grandi dobbiamo imparare a trovare i suoi regali tutti i giorni, non solo sotto l’albero il 25 dicembre.

Mamma e papà gli danno una mano a sistemare i regali sotto l’albero (sennò come mai potrebbe fare il giro del mondo da solo in una notte?) ma hanno anche il compito di aiutare i piccoli a scovare doni ogni giorno.

“Come una caccia al tesoro?”
Esatto, solo che non c’è una mappa.
Bisogna fare attenzione, imparare a cogliere gli indizi, perché i regali sono a portata di mano, basta non diventare così ciechi da non vederli.

“Ma allora mamma, tu credi a Babbo Natale”
Si, ci credo, perché credere a Babbo Natale vuol dire

Credere negli altri, anche se ci feriscono, saperli perdonare e anche essere capaci di lasciarli andare, per tenersi stretti i bei ricordi.

Fare qualcosa per gli altri, indovinare i loro desideri, anche se non li scrivono in una letterina e fare un regalo con il cuore, anche se è solo portare il caffè a letto il sabato mattina o trovare il tempo per una passeggiata insieme.

Leggere insieme un bel libro (oggi io lo leggo a te, domani lo leggerai tu a me), cantare insieme, cucinare insieme, andare in altalena a 4 anni come a 40 o 80, … fare tutte quelle cose che sono magiche sempre, soprattutto se si condividono.

Godersi i nonni, quelli che raccontano favole e sono sempre pronti a giocare.

Ricordarsi di dare una mano, come si può, facendo i compiti insieme con il compagno a cui la matematica non va giù, invitando a cena l’amico che ha bisogno di una spalla, regalando l’essenziale a chi non ha nemmeno quello.

Credere a Babbo Natale vuol dire non smettere mai di pensare che tutto è possibile.

Fare progetti ambiziosi e chiamarli sogni, ma poi dare il massimo perché diventino realtà.

Avere le farfalle nello stomaco prima di un momento importante, al primo bacio (ma anche al secondo e a tutti gli altri)

Non smettere mai di stupirsi della luce delle stelle o di quanto può essere lenta una lumaca

Non buttarsi giù quando qualcosa va storto, ma imparare a guardare oltre. Chissà quale altro magnifico regalo ci aspetta!

E poi Credere a Babbo Natale è

i piedi nella sabbia,
saltare tra le onde del mare,
raccogliere pigne e conchiglie e piccoli tesori,
soffiare sul vetro quando fuori è freddo per disegnare un cuore,
imparare a fischiettare,

sporcarsi il naso col gelato e farsi i baffi con la cioccolata

e poi, dimmelo tu cosa è per te

Per me Babbo Natale è fare in modo che la lista delle cose magiche non si accorci mai.

PS: per i più diffidenti, la prova che Babbo Natale esiste in (molta) carne ed ossa è qui, nel villaggio di Santa Claus in Lapponia.

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