Bon ton per mamme sull’uso di WhatsApp

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Molte lo pensano, nessuna lo dice, ma per sopravvivere ai temutissimi gruppi di mamme su WhatsApp serve qualche regola di bon ton.

Ricomincia la scuola, riapre l’asilo, si rimette la sveglia, si riprende ad incastrare i pezzi della giornata come fosse un tetris e tutto sommato non è poi così male tornare al buon vecchio tran tran.
Una settimana di rodaggio per oliare abitudini arrugginite dall’ estate ed ecco che la locomotiva casalinga riparte.
E con lei… ho quasi paura a dirlo … anche WhatsApp ricomincia a lavorare a pieno ritmo.

Telefoni che cinguettano come uccellini e vibrano più di un frullatore.
Mica tutti, ma quelli delle mamme si. Da quando esistono i tanto temuti GRUPPI.

Gruppi WhatsApp. Come sopravvivere

Sul pianeta mamma c’è il gruppo-classe, che per la verità si rifà vivo con almeno una settimana d’anticipo (“chi ha fatto tutti i compiti? Chi ha la lista degli acquisti a portata di mano?) anche risvegliando incubi che potevano restate ancora un po’ sopiti (“Chi si candida come rappresentante quest’anno?”),

Quello  delle mamme-taxi: “Io mi offro per portarli in piscina martedì, ma chi li recupera da calcio giovedì”?

Quello dell’SOS-tata: “Scaricata il giorno prima della scuola! A chi avanza una tata amorevole-seria-e-magari-a-buon-mercato?”

E poi, tremate, quello dei compleanni, ormai annunciati con più anticipo del Ballo della Croce Rossa a Montecarlo.

Bon ton per mamme sull’uso di WhatsApp

Se c’è una cosa che unisce tante, tantissime mamme, è l’omertà.
Tutte che sbuffano quando sullo schermo del cellulare appare la foto dell’arrosto riuscito alla perfezione della mamma di X, o l’ annuncio del nuovo corso di crossfit della mamma di Y.
Notizie che non hanno molto a che vedere con il programma didattico della classe eppure finiscono tra la gita di classe e i compiti di matematica.

Ora, quelle che adorano avere il rullino fotografico intasato di arrosti altrui, alzino subito la mano.
Per tutte le altre, ecco un bon ton per mamme sull’uso di WhatsApp.

  • Si ai messaggi Last minute per recuperare i compiti
  • Si a quelli per informare di eventi di interesse generale, tipo lo sgradito arrivo dei pidocchi o del morbillo
  • Si all’essenzialità. Nessuno dubiterà delle vostre doti poetiche se per annunciare una riunione di classe vi limitate a due righe.
  • No al gossip selvaggio
  • No alla catena di ringraziamenti post feste di compleanno. Ci siamo già ringraziati di persona.
  • No agli invii a raffica delle foto dei suddetti compleanni (ma anche di merende, saggi etc etc …). We transfer è uno strumento fantastico. Le chiavette USB anche.
  • No alle bozze di lettere di lamentele al preside. Meglio email con allegato  e commenti a margine, no?
  • NOOOOO ai messaggini spezzettati tipo conversazione con il moroso dodicenne (“Pensavo” – “A cosa preparare per cena” – “E mi sono ricordata del tuo arrosto” – “Sai quello della foto di domenica” – “Ecco” – “Mi mandi la ricetta ?” – Totale 6 bip-salta-nervi solo per chiedere una ricetta Bip! “Poi ti dico come è riuscito, anzi no, ti mando la foto!!!”)
  • E soprattutto no a spedire a un intero gruppo un messaggio diretto a uno solo dei componenti, tipo l’amica con cui si va a Crossfit.

Ecco, il bon ton su WhatsApp adesso si può far circolare. Su WhatsApp.

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