Ma quand’è che cominci a cucinare tu?

BAMBINI IN CUCINA

Foto Giacomino e il fagiolo magico

Bambini in cucina, il tornado si avvicina? C’è il campus mani in pasta!

Si, capita anche a me, praticamente tutte le sere. Succede verso le sei e mezza. Guardo l’ora, apro il frigo che mi risponde con un’eco (vuoto-oto-oto, …) e realizzo che sarei dovuta andare a fare la spesa, tipo sei ore prima. Oppure lo apro, vuoto non è, ma quando gli chiedo: “cosa cucino stasera?” lui guarda me altrettanto interrogativo (e forse ha ragione lui).
Ho dalla mia che cucinare mi piace. Tanto. Quindi alla fine troviamo sempre modo per metterci d’accordo io e il frigo.
Poi succede che se Cos rientra da scuola e mi vede ai fornelli, si fionda subito ad infilarsi il grembiule (lei, io invece sono bravissima nel macchiare di olio il mio vestito di seta che-poi-come-cacchio-faccio-a-smacchiarlo) a arriva ad aiutarmi.
Prima di tutto prende la farina e se la mette sul naso, che è come quando gli indiani si dipingono la faccia per andare in guerra.
Lascio fare per tre ragioni: la prima è che le ho anche insegnato a pulire (più o meno), la seconda è che spero che presto, prestissimo, sarà lei a preoccuparsi di cosa preparare per cena (e anche della spesa), la terza è che le piace da matti ed è uno dei pochi momenti che “condiviamo” in relax nella nostra giornata.
Il risultato è che, da quando va al nido, cucina e non c’è stata maestra che non mi abbia chiamata a rapporto per chiedermi “ma perché sua figlia cucina sempre?” Cioè, non “tanto”. Proprio “sempre”.
Perché poi quello che loro cucinano tu te lo devi mangiare e, finché ti allungano la tazzina vuota piena di caffé-con-8-cucchiaini-di-zucchero-cannella-marmellata-e-pomodori, ti va grassa, ma quando la tazzina è piena di caffé mescolato davvero con tutto il resto, voglio vedervi a stringere i denti e dire “deliziooooosoooooo”.
Ecco, allora, per una questione di sopravvivenza, qui si fa parecchia scuola in cucina.
Il seggiolone è sempre stato piazzato davanti al banco, con il risultato che non c’è ingrediente che Cos non si sia assaggiata (bei tempi! poi siamo passati anche qui attraverso il rifiuto di tutto quel che è verde). Poi il seggiolone è diventato sedia e lei se la porta in giro per la cucina per salirci sopra a tagliare, mescolare o vedere come sta bollendo il sugo.
Quando mi chiedono perché ho cominciato a cucinare con i BAMBINI (prima ancora che arrivasse Cos) rispondo che vederli in CUCINA, i bambini, è una meraviglia. Che hanno un potenziale incredibile anche tra pentole e padelle. Per esempio hanno un naso molto migliore del nostro e non hanno paura di mettere un tocco tutto loro nelle ricette. Li vedo provare, imparare e poi osare, metterci qualcosa di sé. Li vedo incuriosirsi per la storia di un piatto, per una ricetta nata da un errore, per il viaggio di una spezia che arriva da lontano. E ogni volta penso che sarebbe bello se tutto funzionasse così. Se imparare passasse sempre attraverso un’esperienza e loro potessero metterci qualcosa di sé.
Va a finire che loro si divertono e io mi diverto tantissimo. Impariamo qualcosa tutti quanti.

Tutto ‘sto preambolo per dirvi che sono felice di poter incontrare i vostri bambini in cucina nella nuova bellissima cucina di Eataly Smeraldo.

A Luglio per un campus dedicato a cucina e creatività e poi da settembre con incontri per tutti, dai piccolissimi alle famiglie. Sarà uno spasso!

Scarica qui le info
EATALY campus estivo

 

 

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