Alimentazione responsabile: come informarsi e acquistare meglio

Con carrello della spesa facciamo scelte che hanno conseguenze importanti per il pianeta. Ecco come informarsi per un’ alimentazione responsabile

I nostri figli, probabilmente, non vedranno tigri né gorilla.
Il che ci turba, ma tigri e gorilla appaiono così lontani dal nostro quotidiano che forse ci servono prove più tangibili e che possiamo misurare con la nostra vita di tutti i giorni, per capire che direzione ha preso il nostro pianeta e come possiamo, tutti insieme, provare a correggerne la rotta.

Alimentazione responsabile Zigzagmom

Ora, chi di noi non si sente responsabile verso i propri figli del fatto di consegnargli nelle mani un pianeta così malandato?
Cosa possiamo fare? Informarli ed educarli a non commettere errori, a rispettare questo NOSTRO mondo (vale la pena insistere sul Nostro) e sé stessi, imparando a scegliere comportamenti e consumi virtuosi.

 

E se comportamenti come l’utilizzo oculato dell’acqua o la raccolta differenziata dei rifiuti fanno ormai parte del loro modo di vivere, possiamo ancora fare molto per educare le loro abitudini alimentari.
Imparando noi stessi per primi a fare anche con il carrello della spesa scelte che hanno conseguenze importanti per il pianeta.

Come?

 

Tutti noi adulti ormai ci chiediamo da dove viene il cibo che portiamo in tavola. Verdura bio al mercato, carni e uova dal contadino fuori porta, tutti cerchiamo di scegliere prodotti alimentari il più sicuri possibile.

Di rado, però, lo facciamo per le specie marine, vero?
Succede anche a voi?  Normale: il mondo del mare e dei prodotti ittici è un mondo che conosciamo meno.

Alimentazione responsabile Rio Mare e wwf 1

Proprio per questo a me è piaciuto moltissimo partecipare ad un incontro informativo sul tema e guardare insieme a Cos il cartone animato “La bambina e l’oceano”pensato proprio come strumento utile per parlare ai piccoli (tanto che uscirà nelle sale cinematografiche prima di film come il Grinch e Mary Poppins 2) ed educarli a concetti importanti come la pesca sostenibile e il rispetto dell’ecosistema.

 

Il progetto “Insieme per gli Oceani”è nato dalla collaborazione di Rio Mare con WWFper arrivare entro il 2024 al 100% di prodotti (tonno, sgombro, sardine, salmone) provenienti da pesca sostenibile.

Alimentazione responsabile Rio Mare e wwf 2

Il tonno in scatola entra nel 90% delle case italiane e oltre il 50% è tonno Rio Mare; per questo l’azienda ha riconosciuto la propria responsabilità nel divulgare messaggi utili ad una corretta alimentazione.
Per poter insegnare al consumatore come fare le scelte più consapevoli Rio Mare si è rivolta all’organizzazione di tutela più credibile al mondo, WWF, così da operare insieme per aiutare la popolazione locale e la biodiversità, insegnare anche ai pescatori comportamenti virtuosi e generare a cascata, anche verso le aziende più piccole, un modo di pescare più responsabile.

Alimentazione responsabile Rio Mare e wwf 3

Biologi marini, scienziati, WWF ed altre ONG hanno stilato insieme le regole a cui le aziende produttrici devono aderire per poter garantire la sostenibilità della pesca.
Ad un anno di distanza dalla firma dell’impegno il 52,4% di prodotti provengono oggi da pesca sostenibile, a dimostrazione che l’impegno rende gli obiettivi realizzabili.

Qui di seguito vi trasmetto tutte le informazioni che io ho trovato molto utili e penso possano servirci a consumare ed acquistare più responsabilmente.

Cosa dobbiamo intendere con “qualità” del pescato?

  1. qualità del prodotto
  2. qualità della filiera
  3. qualità del rapporto con le persone che lavorano nel settore

Il programma Qualità Responsabile di Rio Mare ha come obiettivo tracciare ogni lattina e poter garantire dove e come è stato pescato il pesce che contiene.
Qui puoi leggere il rapporto socio ambientale 2017

Pesca sostenibile significa:

  • Lasciare nel mare abbastanza pesce per cui si possa rigenerare e difendere un ecosistema in cui il pesce possa essere prolifico (oggi il 90% degli stock ittici monitorati è sovrasfruttato a livello globale).
  • Utilizzare metodi di pesca non impattanti sull’ecosistema e favorire metodi artigianali come il pescato a canna da barche con 25 pescatori, coinvolgendo maggiormente le popolazioni locali in attività che sono tra le principali fonti di sostentamento. Anche Greenpeace ha lavorato molto nel controllare e imporre misure precise.
  • Lavorare in aree di pesca gestite e monitorate con rilevamento costante dei dati.
  • Definire un codice etico di condizioni dei lavoratori, assicurare standard igienici altissimi e consumi della barca molto bassi (meno inquinanti).

Il bollino blu MSC aiuta a scegliere prodotti da pesca sostenibile, in quanto certifica che quel pescato arriva da un’area controllata e ben gestita.

La qualità della filiera tiene conto, per esempio dell’impatto di fabbriche, confezioni, trasporti. Un esempio concreto? Lo stabilimento di Cermenate produce ogni giorno 3 milioni di lattine. Ridurre di un micron lo spessore delle lattine equivale a 40 utilitarie di alluminio all’anno risparmiato. Non poco.

 

Come possiamo comportarci più responsabilmente anche noi? Chiariamo un po’ di idee sul pesce.

 

  • Perché se l’Italia è piena di pesce lo peschiamo dall’altra parte del mondo?
  • Perché il nostro è tonno rosso, pregiato e ottimo in cucina, ma sprecato in scatola, dove invece si utilizza il tonno pinne gialle che si può pescare solo nell’oceano tra i due tropici.
  • Come acquistare meglio? Cominciando a chiedere i pesci negletti, quelli che cucinavano le nostre nonne ma che non hanno più mercato. Il pesce pescato e che non ha valore commerciale, soprattutto nel Mediterraneo viene ributtato a mare mezzo morto. Invertiamo la rotta!
  • Cerchiamo on line la guida del WWF per capire la stagionalità dei diversi pesci e sapere così cosa comprare e quando.
  • Lo sapete che il tonno è il “maiale del mare”, nel senso che del tonno non si butta via niente? La pelle viene utilizzata per produrre pet food, gli occhi per pillole di omega 3.
  • Quanto tonno si può consumare?
  • Stando ai consigli della Food and drug administration meglio non superare 4 lattine piccole o 2 grandi a settimana pro capite.
  • Come capisco se il tonno in scatola che compro è buono? Controllate quanta acqua rilascia o se si sbriciola (in quel caso sono resti compattati) e quanto è pulito.

 

Stasera scegliamo una nuova ricetta  e poi, prima di metterci a tavola, guardiamo con i bambini “La bambina e l’oceano” e ricordiamoci che

“Se io salvo l’Oceano, lui salva noi”

Post in collaborazione con Rio Mare

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