L’adozione raccontata dalla parte di un bambino

Adozione

Cosa significa davvero adottare un bambino? Adottare anche la sua storia. Chi l’ha vissuta da bambino racconta quanto amore serve.

Ho seguito le adozioni di amici. Felici, anche se non facili, perché la gioia che regala un bimbo  tanto atteso è  infinita.
Ho parlato con i genitori, con chi è andato avanti e con chi ha abbandonato la scelta. Ho conosciuto le loro paure, i timori, le ansie, anche le delusioni quando il mondo intorno sembrava non capire il loro atto d’amore.
Ma ho parlato sempre e solo con i grandi.
Fino a che ho conosciuto J., che l’adozione l’ha vissuta dall’altra parte e grazie a lei mi sono resa conto che troppo spesso ci dimentichiamo di chiederci come vivono loro, i bambini, scelte importanti come un’adozione.
Le sono molto grata per aver accettato di condividere i suoi pensieri.

Adozione raccontata da un bambino

Mi chiamo Jasmin, ho quasi 40 anni, di cui almeno 39 impiegati a fare i conti con la storia della mia adozione!
Vi dico la verità, non sono certa di essere completamente riuscita nell’impresa, ma oggi sento di essere sulla buona strada!

La mia esperienza mi dice che intraprendere un’adozione non è un sentiero agevole, è un percorso altalenante fatto di successi e cadute come del resto tutte le esperienze di vita reale.
Mi sento però di poter affermare con sicurezza che tutti coloro che desiderano accogliere il dono grande di un figlio che viene da lontano, magari con un’adozione internazionale, dovrebbero interrogarsi con forza sulla loro reale volontà di accogliere una piccola creatura che ha dentro di sé una parte di storia di cui voi non siete parte, che arriva da un atto d’amore da cui voi siete estranei.
Sarà il vostro bambino, lo chiamerete “figlio mio” e lui o lei vi risponderà con dolcezza, vi amerà senza riserve, pur sapendo in cuor suo che chi l’ha messo al mondo è altrove.

Vorrei che in un momento in cui tutti si sentono titolati a dover assicurare un futuro di normalità ai bambini, qualcuno si rendesse conto che un bimbo che vive l’adozione i suoi conti deve farli in primo luogo con il passato.
Vorrei che alle famiglie si insegnasse che il passato non si può e non si deve cancellare.
NOI veniamo da altro e l’altro è dentro di noi, inserito a fuoco nel nostro patrimonio genetico.

Cercate fin dal primo giorno di raccontare la verità, abbiate il coraggio di confrontarvi con quel buco nero dell’anima che farà sempre compagnia a tutti i bimbi che sanno di esser stati lasciati.
Quel buco va colmato d’amore e di verità, va concimato lentamente perché da quel buco si può essere risucchiati, ma se voi ci aiutate su quel cratere faremo nascere rose.

Prima di imbarcarvi in questa grande avventura, prima di adottare un bambino, chiedetevi se siete pronti ad amare senza riserve il frutto di un albero che non vi appartiene, se siete pronti a sostenere il vostro bimbo nel suo viaggio personale verso la sua Itaca, affrontando con lui, a volte in silenzio, la sua lotta personale con i demoni dell’abbandono.

L’identità ha bisogno di radici solide e bisogna cercare di non cedere mai alla tentazione di pensare che il vostro amore quelle radici possa sostituirle.
Se siete pronti a tutto questo, beh allora, a prescindere da tutto e tutti, siete pronti ad accogliere il vostro bimbo!

Dedico questo post a Maria e Flavio che mi hanno insegnato a vivere, ad Awa e Full che mi hanno regalato i miei occhi grandi.
Grazie, senza ciascuno di voi oggi non potrei essere qui ed essere quella che sono.

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